
Investire 40.000 euro con la crisi dei debiti sovrani: perché scegliere l’oro
Settembre 18, 2026Tfm, deducibilità fiscale e vantaggi dell’attivazione in oro fisico

Il Trattamento di fine mandato (Tfm) permette alle aziende italiane di attivare, previa delibera in data certa dell’assemblea documentata o documentabile anteriore alla nomina degli amministratori, l’accantonamento di una indennità differita da corrispondere agli amministratori al termine del loro incarico.
Fiscalmente la società potrà dedurre al 100% quanto accantonato anno per anno dalle tasse (IRES o IRAP a seconda della natura del compenso), riducendo l’utile imponibile, il vantaggio è immediato anche se l’uscita economica avverrà solo a fine mandato dell’amministratore, mentre il capitale resta a consolidare il patrimonio dell’azienda.
All’atto pratico, il denaro che altrimenti sarebbe stato versato al Fisco potrà essere gestito dall’azienda in due modi diversi:
- mantenuto in azienda come liquidità circolante
- investito in polizze, prodotti finanziari oppure usato per acquistare oro.
Perché investire il Tfm in oro fisico?
Negli ultimi anni sempre più aziende hanno riversato la loro fiducia sul nobile metallo ed i risultati danno loro ragione. Approfondiamo guardando quali sono i vantaggi che si ottengono dalla scelta dell’oro:
- nessun rischio di controparte, possedere oro non espone a fallimenti o mala gestio da parte di chi gestisce l’investimento,
- esenzione totale dall’IVA, la Legge 7/2000 dichiara l’oro fisico da investimento esente da IVA, l’azienda quindi converte parte della liquidità in un bene solido senza gravarsi di imposte sui consumi,
- mediazione del prezzo di acquisto (Cost Average Effect), comprando l’oro in quote periodiche durante il mandato (piani di accumulo), l’azienda mitiga il rischio delle oscillazioni del mercato dell’oro, mediando il prezzo d’acquisto,
- patrimonializzazione della società, l’oro entra nello stato patrimoniale del bilancio di esercizio rafforzando la solidità contabile per le banche e per terzi, proteggendo i capitali da inflazione e svalutazione monetaria.
In relazione all’ultimo punto è molto significativo un aspetto: americani, inglesi e giapponesi stanno giocando come il gatto con il topo nei confronti dell’Europa e dell’Euro.
Secondo i dati forniti da Depository Trust and Clearing nell’ultimo periodo, il numero di grandi operatori che puntano sulla discesa della valuta dell’Eurozona è stato più del doppio rispetto a quelle che scommettono su un rialzo.
Gli hedgefund stanno puntando sempre più sull’indebolimento dell’euro contro il dollaro a causa dei rischi politici e fiscali in Francia.
Tenere i propri capitali nella divisa europea ha quasi sempre voluto dire esporsi a una perdita costante del potere d’acquisto, ma con la situazione attuale dei debiti sovrani, l’insipienza dei vertici europei è molto preoccupante.
Debito pubblico mondiale e diversificazione della liquidità aziendale
Una sana diversificazione nella gestione della liquidità aziendale sembra la cosa più sensata da fare quando, ricordando quanto accaduto nel 2011 anno dell’ultima crisi dei debiti sovrani colpì inizialmente Grecia e Italia per poi diffondersi in Europa.
Oggi le preoccupazioni riguardo ai debiti sovrani sono a livello mondiale e coinvolgono grandi economie come:

Di queste solo il Giappone può vantare il fatto che i titoli siano detenuti quasi totalmente da creditori domestici, quindi direttamente interessati alla salute economica della nazione. Mentre per gli altri Paesi i detentori sono stranieri che stanno affrontando gli stessi problemi e che, ad esempio nei confronti dei Treasury americani, da qualche anno hanno scelto di abbassare l’esposizione.
Trattamento di fine mandato in oro fisico: tassazione e vantaggi
Oltre all’evidente vantaggio dato dal sottrarre una parte della liquidità dell’azienda alla fiscalità, vi sono altri vantaggi che riguardano sia l’azienda che l’amministratore beneficiario dell’indennità differita.
Vantaggi per l’azienda
- Deducibilità per competenza: le cifre destinate all’acquisto dell’oro annuali per il TFM sono totalmente deducibili ai fini IRES (nel caso IRAP) nell’esercizio di competenza, ovvero nell’anno in corso.
- Considerazione dell’oro a bilancio: l’oro acquistato al fine TFM non è un costo d’esercizio immediato, altresì è da considerare un asset di valore (investimento) e va iscritto nell’attivo patrimoniale. Inoltre l’oro fisico da investimento 999.9/1000 è esente IVA in base alla legge 7/2000.
- Crescita di valore e plusvalenza dell’oro: il plusvalore generato dall’oro nel corso dell’accumulo sarà da considerare solo all’atto della liquidazione dell’indennità e comporterà per l’azienda il pagamento IRES in base alle aliquote ordinarie.
- Detenere oro fisico non determina tasse di possesso durante l’accantonamento.
Vantaggi per il beneficiario
- Tassazione separata: se l’oro viene monetizzato, l’importo ricevuto non si somma ai redditi ordinari dell’anno (non facendo salire lo scaglione IRPEF), ma verrà applicata una tassazione separata calcolata sull’aliquota media del reddito degli ultimi due anni.
- Plusvalenze successive: se l’amministratore chiede la consegna dell’oro fisico per conservarlo personalmente, alla cessione viene fissato il valore fiscale dell’oro definito di carico. Solo alla vendita e per la quantità venduta andrà pagata la tassa sulla plusvalenza pari al 26% della crescita di valore.
- Finché l’amministratore detiene l’oro, non paga alcuna imposta patrimoniale sul possesso.
Quotazioni oro da investimento: come viene stabilito il prezzo dell’oro?
Molti italiani hanno idee confuse riguardo alla quotazione dell’oro, parecchi assimilano ancora l’oro fino da investimento 995/1000 con l’oro da gioielleria 750/1000 e per questo hanno idee sbagliate sul valore dei loro regali.
“Il bracciale di mia nonna pesa 240 gr, moltiplicati per la quotazione di oggi vale XXX €”, questo è l’errore che fanno molte persone indotte dalla scarsa conoscenza del mercato dell’oro.
Quali sono le quotazioni dell’oro?
Le quotazioni ufficiali dell’oro sono due: una stabilisce il prezzo spot e viene fissata in tempo reale tramite piattaforma d’asta elettronica trasparente, l’altra è la LBMA GOLD PRICE che fissa il prezzo dell’oro alle 10.30 ed alle 15.00, orario di Londra, nei giorni di apertura della borsa.
La LBMA (London Bullion Market Association) è l’autorità internazionale indipendente che regola il mercato all’ingrosso dei metalli preziosi (principalmente oro e argento). Fondata nel 1987 su iniziativa della Bank of England, ha sede a Londra e stabilisce gli standard di qualità, trasparenza e integrità per gli operatori di tutto il mondo.
Prima della nascita della LBMA nel 1987, il prezzo dell’oro veniva fissato attraverso un rituale storico noto come London Gold Fixing, nato ufficialmente il 12 settembre 1919.
Il meccanismo si basava su un incontro fisico quotidiano (diventato doppio dal 1968, alle 10.30 e alle 15.00) tra i rappresentanti delle cinque principali case d’affari e banche del mercato aurifero londinese:
- N.M. Rothschild & Sons (che presiedeva l’incontro ed ospitava le riunioni nei suoi uffici di New Court)
- Mocatta & Goldsmid
- Pixley & Abell
- Samuel Montagu & Co.
- Sharps Wilkins.
I rappresentanti di queste cinque case d’affari e banche del mercato aurifero, in collegamento telefonico con le loro sedi operative a loro volta in contatto con i clienti in tutto il mondo, sulla base delle trattative di acquisto e vendita in corso veniva fissato il prezzo.

Chi e come decide il prezzo dell’oro?
Come abbiamo detto, oggi la determinazione del prezzo dell’oro non viene più gestita da un comitato ristretto che si riunisce di persona, ma avviene attraverso un’asta elettronica regolamentata e gestita in modo indipendente dalla ICE Benchmark Administration (IBA).
Al posto dei cinque rappresentanti e dei telefoni, i Direct Participants inseriscono direttamente nel software dell’asta i dati di tutte le loro trattative di acquisto e di vendita in tempo reale e la piattaforma elabora istantaneamente il prezzo adottato a livello mondiale.
I principali partecipanti diretti autorizzati a determinare l’LBMA Gold Price includono:
- grandi banche d’affari internazionali: J.P Morgan Chase, HSBC Bank USA, Morgan Stanley, Citibank,
- istituti bancari globali: Standard Chartered Bank, Toronto-Dominion Bank,
- banche cinesi: Bank of China, Bank of Communication, Industrial and Commercial Bank of China,
- società di trading e broker di materie prime: Società specializzate come Marex Financial, Jane Street Global Trading, StoneX Financial, Coins ‘N Things.
Il compito di supervisionare l’algoritmo d’asta è infine affidato ad un Comitato di Controllo chiamato Precious Metals Oversight Committee, istituito dall’IBA di cui fanno parte esperti indipendenti del settore dei metalli preziosi, consumatori di oro industriale e membri del CdA dell’IBA.
Come si arriva al prezzo al dettaglio partendo dalla quotazione LBMA
La quotazione LBMA fissa il prezzo in dollari Usa/oncia sulla base di un lingotto da 400 once ovvero 12.440 gr, quelli che comprano le banche centrali per intenderci e che, costando c.ca 1.500.000 €, non è accessibile a molti privati.
È ovvio che per il normale risparmiatore esistono lingotti di taglio inferiore e i più acquistati sono: 2 gr; 5 gr; 10 gr; 20 gr; 31,10 gr (cioè 1 oncia); 50 gr; 100 gr; 250 gr; 500 gr; 1.000 gr.
Una cosa da chiarire subito è che i costi di produzione incidono in maniera superiore con il diminuire del peso, quindi il lingotto da 1 grammo è quello con il prezzo al grammo più alto.
Per completezza di informazione va anche aggiunto che per formare il prezzo finale, per noi italiani, bisogna tenere conto del cambio €/$ Usa, che può essere più o meno favorevole a seconda del tasso di cambio del momento.
Ecco perché, tra il prezzo al grammo di un lingotto di oro puro da 12,440 kg e il prezzo al grammo di un gioiello da 240 gr di cui solo 180 gr di oro fino, possono intercorrere diverse decine di euro.


