
Qual è il migliore investimento attuale?
Luglio 17, 2026Perché l’andamento dell’oro negli ultimi 20 anni serve a capire che il mondo sta cambiando

Correva l’anno 2006, l’euro era entrato nelle tasche degli italiani da soli quattro anni e la gente iniziava a capire che forse il cambio di valuta non era stato del tutto vantaggioso: notava che i costi erano raddoppiati, ma le entrate non avevano fatto lo stesso.
Intanto, le banche centrali, da oltre 10 anni, facevano incetta di dollari USA vendendo parte delle loro riserve auree.
Il valore dell’oro a metà anno era di 16,10 €/gr. La legge 7/2000 aveva liberalizzato in Europa l’acquisto di oro fisico da investimento per il privato cittadino da oltre sei anni, ma l’offerta commerciale a differenza di quanto accadeva in altre nazioni non esisteva e le banche italiane, allora come oggi, si guardavano bene dal proporlo ai propri clienti.
L’oro tra crisi finanziaria e crisi dei debiti sovrani
L’oro si affaccia alla crisi Lehman Brothers a settembre 2008 con il valore di 20,90 €/gr, crisi di fiducia nel mercato, recessione e panico generano: una corsa all’oro che lo porta nell’anno 2013 a valere 45,25 €/gr con una crescita del 113%.
Tuttavia nel 2011 era esplosa in Europa la crisi dei debiti sovrani e chi poteva capitalizzava gli utili; vendere l’oro fece felici i grandi investitori ma andò a scapito dei piccoli risparmiatori.
L’oro scese a 27,33 €/gr, ben al di sotto del picco, ma comunque al di sopra del valore da cui era partito e confermò così la sua qualità migliore: proteggere i risparmi nei momenti di crisi, salvaguardandoli dalla svalutazione.
Passano sei anni nei quali le Borse riprendono in mano la situazione, gli indici mietono record anno dopo anno, ben oltre a quello che si aspettavano gli analisti ma qualcosa sta per cambiare, siamo nell’epoca delle crisi ripetute e successive, quasi da sembrare studiate a tavolino.
Pandemia: banche centrali e oro tornano protagonisti
Nel 2020 arriva il COVID, l’oro sale in pochi mesi a 57,90 €/gr, ma la crisi è più profonda ed a comprare non sono stati solo i grandi speculatori, anzi loro hanno iniziato a proporre ai clienti prodotti finanziari legati all’oro.
È in questo momento che le banche centrali iniziano a farsi domande sul debito pubblico USA, sulla solidità della loro moneta e sull’affidabilità dei Treasury, i titoli di stato americani da loro acquistati come valore di garanzia. La risposta che si danno è di tornare a comprare tonnellate di oro.
Tutto questo riporta l’oro fisico al centro dell’economia mondiale, genera una domanda sempre maggiore all’offerta e una crescita del valore impressionante.
Nel 2022 inizia la guerra in Ucraina, alla crisi economica si aggiunge quella geopolitica e arrivano le sanzioni alla Russia, questo spinge ancora di più le banche centrali ad aumentare le loro riserve auree e fa arrivare il valore dell’oro a 72,34 €/gr nell’anno 2024.
L’era Trump e la corsa all’oro: dai dazi alla crisi di Hormuz
L’avvento di Donald Trump, i suoi dazi e la conseguente situazione di guerra commerciale mondiale hanno fatto sì che nel 2025 il valore dell’oro salisse di un ulteriore 64% per arrivare a 119 €/gr.
Il resto è attualità, quest’anno l’oro è arrivato a valere 148 €/gr in gennaio e per la prima volta nella storia lo scoppio di una guerra, quella tra USA e Israele contro l’Iran, ha fatto scendere il prezzo dell’oro. Causa il blocco dello stretto di Hormuz e la conseguente crisi energetica si è generata nei grandi investitori un grave problema di liquidità che li ha indotti a vendere quello che era più facile da monetizzare, cioè l’oro.
Oggi che l’oro si è assestato attorno ai 114 €/gr, è ritenuto dagli analisti al di sotto del suo valore reale perché la domanda è comunque superiore all’offerta e le banche centrali hanno addirittura aumentato ancora di più i loro approvvigionamenti.
Ecco perché questo è di certo un buon momento per comprare oro e iniziare a creare una propria riserva aurea.
Grafico andamento argento: prospettive e confronto con l’oro
Per capire come approcciarsi all’investimento su metalli preziosi, partiamo dai dati, considerando l’andamento dei valori di argento ed oro fisici da investimento dal 1969 ad oggi.

Questi grafici mostrano valori espressi in dollari USA (l’euro non esisteva ancora) e l’arco temporale comprende anche il 1971, poiché non considerare il Nixon Shock (ovvero la sospensione del sistema Gold Standard, secondo il quale, per battere nuova moneta, ogni nazione doveva avere una giusta copertura economica in forma di riserva aurea di garanzia) del giorno di Ferragosto di quell’anno sarebbe fuorviante.
Dai grafici appare evidente che entrambi i metalli hanno reagito alle crisi del 1980, 2011 e 2026 aumentando di valore in maniera molto importante. L’argento lo ha fatto molto più repentinamente, a indicare che era in atto una speculazione.
A confermare lo scenario della speculazione ci sono anche i valori post crisi che denotano crolli in verticale con il ritorno alle quotazioni antecedenti le crisi. Ciò significa che è stato acquistato argento solo per aspettare il picco di valore e rivenderlo subito.
Nel caso dell’oro, invece, è evidente che i valori post crisi sono sempre superiori a quelli pre crisi, a indicare che chi ha comprato oro a causa delle crisi o non lo ha rivenduto o lo ha fatto solo in parte.
Perché Aurum Italia ha scelto di proporre solo oro?
In particolare negli ultimi anni, la spinta data dalle banche centrali agli acquisti di oro è stata molto importante e questa è un’ulteriore garanzia che non vi potrà essere un crollo del prezzo perché, come risaputo, le banche centrali di rado vendono il loro oro, se devono sostenere la loro valuta nazionale.
Anche in Aurum Italia vogliamo offrire a tutti la possibilità di salvaguardare il potere di acquisto dei propri risparmi, senza rischi, con un servizio che permette di essere sempre informati su come stanno andando le cose in maniera semplice, nell’acquisto e nella rivendita, e precisa.
Tutto questo ci ha indotto a scegliere di proporre solo oro, per la precisione oro certificato LBMA, unica materia prima a essere esente da iva proprio per il suo status di moneta e unica forma di investimento che garantisce di vedere comunque mantenuto il potere di acquisto dei propri risparmi.
Investire mensilmente in oro fisico
Acquistare lingotti d’oro, finalmente, non è più visto come una prerogativa dei ricchi, ma alla portata di una normale famiglia. Sempre più persone, nonostante il prezzo dell’oro sia triplicato, decidono di non destinare i loro risparmi alla “gestione” delle banche o delle Poste Italiane e preferiscono investire in oro fisico.
La scelta è corretta visti i tempi, quello che sta cambiando è il modo di concepire l’economia: la gente non si fida più di promesse di rendimenti fantastici, di dividendi che derivano da mirabolanti gestioni patrimoniali e si orienta su qualcosa di solido, di antico e sempre attuale.
Pur mantenendo delle diversità peculiari rispetto agli investimenti cartacei o digitali, anche nella creazione di una propria riserva aurea si può procedere mese per mese.
Cosa verificare prima di investire mensilmente in oro?
In tutto questo, però, anche l’oro deve dare delle garanzie; nello specifico deve avere tre caratteristiche:
- essere regolarmente iscritto nell’elenco degli Operatori Professionali in Oro della Banca d’Italia, e registrato all’OAM
- avere come fornitrici fonderie certificate LBMA
- essere venduto in lingotti interi e non frazionati.
L’ultima caratteristica è estremamente importante in relazione alla reale proprietà dell’oro, se si comprano lingotti interi (reali) la fattura dimostra la proprietà oggettiva del bene e il proprietario ne può disporre come vuole.
L’unico lingotto che ha un decimale di grammo è l’oncia che equivale a 31,10 gr di peso, tutti gli altri lingotti corrispondono a una cifra intera di grammi. Dunque, se vengono indicati in fattura 17,32 gr è chiaro che l’acquirente non è proprietario di un lingotto reale, ma di una frazione di un lingotto condiviso con altri.
Come funziona l’accumulo mensile in oro fisico con Aurum Italia
Il cliente di Aurum Italia, grazie al versamento mensile, vedrà crescere il suo capitale fino a quando raggiungerà l’importo necessario all’acquisto. Solo allora il suo denaro verrà utilizzato per comprare e diventerà proprietario oggettivo di quel lingotto, che potrà lasciare depositato nel caveau della fonderia, chiederne la consegna o addirittura venderlo.
Questo vale per qualsiasi taglio abbia il lingotto, dal più piccolo al più grande e vale anche in qualsiasi momento il cliente decida di fare diversamente da quanto stabilito in fase di sottoscrizione del contratto che regola il rapporto cliente-fornitore.
Il consiglio, quindi, è di fare sempre una domanda prima di firmare un contratto: “Posso chiedere la consegna immediata di ogni lingotto acquistato, anche se piccolo?”. Si capirà subito con chi si ha a che fare.


