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Marzo 13, 2026Oro fisico e oro finanziario a confronto

Quella che prima era una diatriba tra chi vendeva oro fisico e oro cartaceo, generata al solo fine di attirare clienti e capitali verso di sé, nell’ultimo anno si è evoluta in una guerra aperta tra i due mercati, radicalizzata, peraltro, da una netta separazione geopolitica.
Tra chi tratta oro fisico e chi invece propone oro finanziario c’è sempre stata una sana rivalità e una comprensibile incompatibilità, ma l’ultimo anno, complice l’incredibile +64% realizzato dal valore dell’oro, ha portato molti nodi al pettine.
Oro fisico vs oro finanziario: qual è la vera differenza?
È importante comprendere che la differenza è marcata tra queste due opzioni:
- chi tratta oro fisico rientra nella sfera del commercio
- chi propone oro finanziario è nel settore finanziario.
Già questa distinzione dovrebbe rendere chiaro come avviene l’approccio alla materia prima, nel primo caso, infatti, l’oro è un bene solido, invece, nel secondo si lavora con numeri scritti sulla carta o su uno schermo.
A tal proposito, è utile sapere che quando un risparmiatore investe su un ETC (comunemente definiti ETF oro) piuttosto che su di un Future con sottostante l’oro, in realtà non sta comprando oro, ma sta scommettendo sul valore dello stesso e quindi non usufruisce della protezione data dalla proprietà oggettiva della materia prima.
Cosa è cambiato nel mercato dell’oro nell’ultimo periodo?
Facciamo un passo indietro: chi, tempo fa, aveva investito sui Futures dell’oro alla scadenza ha iniziato a chiedere la consegna del metallo (opzione praticabile in USA) anziché accontentarsi di ricevere un accredito in denaro.
Questa richiesta ha messo in crisi i gestori perché chi trattava titoli a leva non poteva soddisfare le richieste in quanto, a fronte di una determinata quantità (X) di oro allocato, aveva emesso titoli per una forbice che andava da 4X a 29X.
Ecco, dunque, il crollo del 30 gennaio, giorno nel quale è stata venduta una grande quantità di oro senza che nessun lingotto fisico si muovesse dai depositi. Già, proprio così: l’oro venduto era solo cartaceo!
Quanto accaduto non ha generato alcun panico e l’oro è risalito subito a valori fisiologicamente più reali.
Peraltro, i regolamentatori del mercato specifico hanno innalzato i parametri necessari, in termini di garanzie, per poter operare nel settore eliminando gli avventurieri improvvisati.
Sommata all’avvento di Basilea III nei regolamenti interbancari, tutta la situazione che abbiamo appena visto ha reso il commercio di oro molto più concreto, con meno numeri scritti sulla carta e con maggiore protezione per i risparmiatori.
Perché investire in oro?
Dunque il grande falò di oro cartaceo avvenuto il 30 gennaio e l’applicazione obbligatoria dei parametri di Basilea III hanno portato ancora di più l’oro fisico al centro dell’economia mondiale.
L’oro fisico è di per sé una garanzia e come tale viene utilizzato dalle Banche Centrali. Coloro che sono delegati dagli stati alla tutela dei bilanci, negli ultimi anni, hanno comprato oro fisico come non succedeva dagli anni ‘60/’70. In più, hanno già dichiarato che continueranno a farlo per i prossimi 5 anni.
Questo fatto comporta una conseguenza importantissima per chi ha deciso di affidare il proprio futuro all’oro: “Le probabilità di un crollo del valore dell’oro sono molto basse perché difficilmente le Banche Centrali lo vendono”.

La Banca dei Regolamenti Internazionale (B.R.I.) con Basilea III, in vigore da luglio 2025, ha ulteriormente esplicitato l’importanza dell’oro fisico allocato avendolo dichiarato asset Tier1 ovvero: qualità primaria con rischio di controparte nullo!
Cosa che non ha fatto con l’oro finanziario, nel quale ovviamente permane il rischio di controparte.
La B.R.I. ha inoltre previsto che, a copertura dei titoli o dei derivati, le banche commerciali dovranno assoggettare fino all’85% del capitale e questo si può tradurre solo in due cose:
- inizieranno ad acquistare oro per poter emettere titoli (ma devono strutturarsi per conservarlo)
- smetteranno di vendere oro finanziario perché troppo oneroso.
Investire in oro conviene?
Molti, moltissimi italiani si stanno avvicinando all’idea di acquistare oro. Ma cosa deve avere chiaro chiunque decida di passare dalla teoria ai fatti? Cosa bisogna sapere prima di comprare oro fisico da investimento?
La prima cosa da considerare è che il FIXING (quotazione LBMA) è il prezzo di base pre-scambi fissato sul lingotto da 400 once (pari a 12,440 kg) in $ USA e che a questo valore si sommano tutta una serie di costi per arrivare al prezzo al pubblico che, di conseguenza, sarà superiore.
Vediamo quali sono le principali voci che incidono sul prezzo finale:
- il tasso di cambio €/$
- la purezza del metallo (l’oro certificato è più caro)
- la produzione (fondere l’oro ad una temperatura superiore ai 1060°C per stampare o forgiare i lingotti costa ed i costi incidono maggiormente sui lingotti più piccoli)
- i margini commerciali (chi commercializza in oro deve ritagliarsi il suo margine)
- i servizi (in base al servizio specifico offerto dall’azienda il prezzo cambia; ad esempio, acquistare oro online costa sicuramente meno perché si tratta di operazioni spot senza servizi, ma non sempre vanno a buon fine)
- la rivendita senza penalizzazioni.
Nella pratica possiamo dire che comprare oro conviene se tutti questi aspetti sono chiari e, al momento dell’acquisto, si è consapevoli di ciò a cui si va incontro…


