
Consigli utili per investire in oro
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Quando comprare oro per investimento?
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Che gli italiani stiano comprando oro fisico da investimento deve dare veramente molto fastidio a coloro che vivono di commissioni, di costi di gestione e di rinnovi degli investimenti.
Lo vediamo tutti i giorni nei titoli dei giornali, nei post sui social ed anche nei programmi televisivi che si occupano di finanza, quando il valore dell’oro sale è troppo caro ed è quindi sconsigliato comprarlo, ma quando scende diventa immediatamente un crollo e quindi bisogna vendere perché potrebbe scendere ancora.
Ma cosa è successo realmente negli ultimi 40 giorni al prezzo dell’oro? Perché il prezzo dell’oro è sceso? Ma soprattutto, si tratta veramente di un crollo dell’oro?
Si sa che i titoli degli articoli sono ormai sempre allarmistici, ma spesso questi titoli sono l’unica fonte di informazione delle persone che si fanno quindi un’opinione senza approfondire e verificare la reale sostanza di quella affermazione.
Ma veniamo quindi alla sostanza, il valore dell’oro (London Gold Fixing) viene stabilito due volte al giorno dalla LBMA (London Bullion Market Association) alle 10.30 ed alle 15.00 e viene stabilito sull’unità di misura del lingotto da 400 once (12,440 kg) in dollari USA, lingotti acquistati prevalentemente dalle banche centrali.
Nella determinazione del prezzo incidono il mercato dell’oro fisico da investimento, nel quale avviene il reale scambio denaro e materia prima ed il mercato dell’oro finanziario, nel quale a fronte di un acquisto di materia prima usata come sottostante, vengono emessi titoli finanziari (ETC erroneamente chiamati ETF dell’oro) che poi vengono proposti agli investitori.
Molto evidente dovrebbe essere la differenza tra le due operazioni ma troppe sono le persone che sono convinte del contrario, ovvero che sono convinte di possedere oro avendo investito in un ETC senza rendersi conto che, magari cercando la sicurezza dell’oro, sono comunque esposti al cosiddetto “rischio di controparte”, quello che si corre in relazione alla mala gestio di chi ha emesso i titoli.
Ma concretamente perché l’oro è sceso nel mese di marzo di quest’anno?
Per spiegare cosa è successo serve avere una ulteriore informazione, in molti casi gli ETC sono a leva ovvero moltiplicano la crescita giornaliera del sottostante (2x o 3x volte) per mezzo di derivati.
In questi casi, soprattutto se non si capitalizzano gli utili quotidianamente come sarebbe previsto, l’esposizione al rischio diventa molto superiore sia per il gestore che per l’investitore, il primo perché a fronte di 1 di oro sottostante dovrebbe pagare multipli giornalieri, il secondo perché potrebbe trovarsi di fronte ad una insolvenza del gestore.
In America, oltretutto, in caso di riscatto è possibile chiedere la consegna della materia prima ed è stato esattamente quello che è successo a fine gennaio sia per l’oro che per l’argento, questo è il motivo degli scivoloni di febbraio.
Ma la cosa che rende evidente cosa sia accaduto è che il prezzo dell’oro è calato a causa di vendite che non hanno visto oro fisico muoversi dai forzieri, quindi si trattava solo di oro cartaceo ovvero finanziario. Questo ha generato per la prima volta una differenza di prezzo tra i futures (principale commercio di oro cartaceo) occidentali e di quello fisico di Shanghai con il secondo ad un +40%.
Questo rende evidente che la battaglia tra i due mercati è stata palesemente vinta dall’oro reale e con il COMEX (Commodity Exchange Inc.), il principale mercato mondiale dei futures sull’oro, che ha dovuto rivedere i parametri di garanzia per rilasciare l’autorizzazione ad operare sul mercato.
L’oro ha perso la sua prerogativa di bene rifugio per eccellenza.
Questa è la bestialità che ci è toccato sentire e leggere in questi ultimi giorni e viene detta e scritta mentre le banche centrali rimangono comunque assolutamente attive nell’acquisto di oro fisico, con un dato di +19 tonnellate nel mese di febbraio.
Quello su cui si basano coloro che portano avanti questa affermazione sarebbe che se dopo il cosiddetto crollo, mentre è in corso una nuova guerra tra USA – Israele ed Iran, il prezzo dell’oro non cresce in maniera spropositata è perché il dollaro USA è ritornato ad essere un bene rifugio alternativo all’oro.
In realtà si tratta solo di un fuoco di paglia anche perché, se è vero che i tassi di interesse sui titoli di stato americani sono saliti, è altrettanto vero che i primi a non potersi permettere che restino così alti sono il governo americano e la FED che dovranno pagare gli interessi sui titoli stessi.
L’incertezza sull’esito di questa guerra, l’aumento dei costi dell’energia e l’immobilismo della UE hanno già portato a ridurre le aspettative riguardo al PIL europeo nell’anno in corso e la BCE ha già preannunciato che l’inflazione tornerà a salire.
Tutti questi fattori sono ciò che tornerà a spingere all’acquisto di oro e conviene sicuramente farlo adesso che è sceso un po’ perché le previsioni degli analisti per il 2026 sono state riconfermate e 6.000 $/oncia è il prezzo previsto di fine anno, ma ci permettiamo di raccomandare tre cose:
- Comprate oro fisico da un OPA (Operatore Professionale in Oro)
- Comprate oro certificato LBMA (London Bullion Market Association)
- Capite che quello che state facendo non è un investimento, è un cambio di valuta (dall’ipersvalutato € alla moneta più antica del mondo)


