
Come gestire un piano di accumulo in oro da 50.000 euro in tre anni
Maggio 8, 2026Trattamento di fine mandato, qual è la tassazione?

Sempre più aziende, soprattutto S.r.l., stanno utilizzando il Trattamento di fine mandato come strategia fiscale per accantonare indennità a favore dei propri amministratori. Tra queste crescono, di anno in anno, quelle che lo fanno in oro fisico da investimento.
La scelta dell’oro, in alternativa agli strumenti finanziari classici, è dovuta alla protezione che le aziende cercano dall’inflazione, dalla rivalutazione del capitale che l’oro ha confermato negli anni e dalla totale deducibilità che possono ottenere se correttamente deliberato.
Come funziona il TFM in oro
Entrando più a fondo nel merito, scopriamo che il TFM in oro è deducibile ai fini IRES ed IRAP e che l’oro accantonato patrimonializza l’azienda proteggendola dall’instabilità economica.
Scegliere questa strada è possibile solo se:
- Previsto nello statuto dell’azienda
- C’è una delibera dell’assemblea dei soci che destina gli importi al TFM.
Assodata questa premessa, come si procede nella pratica? Si programmano una serie di acquisti nel corso dell’anno, al fine di usufruire dei vantaggi del Cost Average Effect, tenendo ovviamente conto del fatturato e degli utili previsti nell’anno fiscale.
Per quel che riguarda la durata, va considerato il mandato dell’amministratore. Nel caso delle S.r.l., è bene ricordare che l’amministratore corrisponde di norma al proprietario effettivo dell’azienda, dunque l’investimento in oro va ragionato nel medio, lungo termine.
Come gestire la tassazione?
Detenere oro non comporta tasse. L’unica tassa che si paga, quando si tratta di oro da investimento, decorre solo al momento della vendita ed è pari al 26% del guadagno che si è ottenuto tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita.
In pratica è la stessa percentuale prevista per gli altri strumenti finanziari tranne, ovviamente, i titoli di stato. Quest’ultimo caso merita una riflessione: è sicuramente meglio pagare il 26% sul valore di apprezzamento medio annuo del 10,2% ottenuto negli ultimi sedici anni dall’oro, che pagare il 12,5% sul reale 1,8% di rendimento netto dei titoli stessi.
Inoltre, in caso di liquidazione dell’indennità di fine mandato in oro fisico all’amministratore, la tassazione sarà in gestione separata a carico dell’amministratore come persona fisica e quindi più vantaggiosa.
Oro da investimento e tassazione
Anche per il privato cittadino vale la stessa regola a cui sono soggette le aziende:
- la tassazione inerente l’oro da investimento posseduto si applica solo al plusvalore tra il valore di acquisto e quello di vendita
- ammonta al 26%
- va pagato nell’anno fiscale della vendita.
È quindi molto importante affidarsi a un Operatore Professionale in Oro regolarmente registrato in Banca d’Italia e iscritto all’OAM.
Per agevolare la gestione di questi aspetti, in Aurum Italia abbiamo creato un’area personale in cui ogni cliente trova l’archivio di tutte le fatture di acquisto e delle ricevute di vendita che dovrà esibire per calcolare le tasse da pagare.
Un aspetto in particolare, in tema di tassazione, rende l’oro imbattibile rispetto a qualsiasi altra forma di investimento: ciò che accade in caso di successione.
Ecco cosa prevede la legge in caso di un lascito in successione di oro da investimento:
- l’oro fisico, siano lingotti o monete, va inserito nel patrimonio entro 12 mesi
- va considerata la quotazione LBMA del giorno del decesso
- per le imposte di successione è prevista l’esenzione fino a 1 milione di euro per coniugi e parenti in linea diretta, franchigie minori per altri gradi di parentela
- la tassa del 26% sulla plusvalenza che dovrà pagare l’erede, sarà data dalla differenza tra il valore alla data di successione e quanto incassato al momento della vendita
- per valori in oro fisico superiori a 10.000 euro, l’erede deve provvedere a comunicare il trasferimento dell’oro all’ UIF, anche se non avrà venduto.
Tutto questo fa dell’oro da investimento la miglior soluzione per il trasferimento patrimoniale generazionale.

Deducibilità fiscale, quando si ottiene
Come abbiamo evidenziato finora, l’oro fisico da investimento offre importanti vantaggi fiscali: non dimentichiamo, infatti, che a essere tassabili sono solo gli utili registrati al momento della vendita e non sono previste tasse per il possesso così come per eventuali cessioni.
Riguardo la deducibilità, è molto importante che le aziende si preparino all’attivazione del TFM, principalmente in 2 modi:
- prevedano tale possibilità in fase di fondazione della società, che deve essere di capitali (S.p.A., S.r.l., S.r.l.s. e S.a.p.a.)
- attraverso una delibera dell’assemblea dei soci, con data certa antecedente al mandato del beneficiario, che autorizza l’operazione di strategia economica.
L’assenza di delibera formale impedisce la deduzione degli accantonamenti annuali e comporta la tassazione ordinaria (non separata) del compenso al momento della liquidazione a carico del beneficiario.
È quindi assolutamente consigliabile prevedere già nello statuto societario la possibilità di attivare il TFM, inoltre è bene tener presente quali sono le figure aziendali che possono essere destinatarie di questo trattamento:
- amministratori unici
- consiglieri di amministrazione (CdA)
- collaboratori senza vincolo di subordinazione con ruoli di responsabilità
- soci lavoratori che rivestono la carica di amministratore.
L’uso dell’oro fisico da parte delle aziende per il trattamento di fine mandato rappresenta oggi una delle strategie più complete ed efficienti a disposizione delle società di capitali. Stesso discorso vale per il privato che desidera affrontare con serenità la pianificazione patrimoniale generazionale.
Affinché tutti questi benefici, sia nel caso di aziende che privati, siano accessibili, è fondamentale agire con la giusta preparazione: solo così l’investimento in oro diventa uno strumento solido, patrimonialmente vantaggioso e gestito in piena conformità normativa.


