
Quando comprare oro per investimento?
Aprile 17, 2026Perché l’oro è stato, rimane e rimarrà sempre il bene rifugio per antonomasia.

È stato sufficiente un rallentamento della corsa dell’oro perché le prefiche della stampa e gli impauriti fuffaguru della finanza, si lanciassero ad insinuare un futuro funesto per la quotazione dell’oro e per chi lo detiene in portafoglio, come se dopo un 2024 con un +34% ed un 2025 con un +64,5% fosse obbligato a ripetersi alla stessa maniera.
Sono arrivati addirittura a contestare il ruolo di “bene rifugio” per una cosa che svolge quella funzione da migliaia di anni, dichiarandolo obsoleto, non tecnologico e basato su di una credenza di valore da loro messa in discussione.
Con questo si sono semplicemente coperti di ridicolo perché, le accuse che rivolgono al nobile metallo, sono le basi su cui poggiano le motivazioni che fanno dell’oro un bene rifugio, è obsoleto infatti gode della fiducia dell’uomo da 5000 anni, non è tecnologico ma chi ha creato i Bitcoin ne ha copiato il concetto di rarità e la terminologia (sono i minatori a cercare i bitcoin) e la credenza fa si che sia accettato in qualsiasi paese del mondo come forma di pagamento.
I più occidentalisti hanno visto nel rafforzamento temporaneo del $ USA, generato dall’apertura della guerra all’Iran, una svolta pro dollaro a scapito dell’oro ma anche i loro sono sembrati argomenti di parte più che analisi approfondite, perché ci sono i fondamentali economici americani a smentirli:
- Il debito pubblico americano è arrivato a 39 trilioni di $ Usa
- La produzione interna americana è bassa
- La de-dollarizzazione dei BRICS sta minando il dominio del $ Usa
- L’economia finanziaria (derivati ed obbligazioni) è gigantesca e fragile
Durante la crisi degli anni ’80 l’inflazione era arrivata al 14,8% ed aveva fatto triplicare il valore dell’oro a 850 $/oncia, ma il debito americano era basso, la produzione interna alta e la Fed fece debito con titoli di stato oltre al 15% di rendimento (Volcker Shock) e riuscì a fermare la corsa all’oro.
Oggi non è più possibile, un aumento del tasso di interessi dell’1% si traduce in centinaia di miliardi di interessi, la FED dovrà accontentarsi di limitare la crescita dell’inflazione ma non potrà fermarla generando un ritorno agli investimenti solidi.
A confermare che l’oro è ancora e sarà in futuro il bene rifugio per antonomasia è il comportamento delle Banche Centrali che più che puntare sull’oro, sembra stiano valutando negativamente l’attuale sistema finanziario/economico mondiale.
Il dato generale ci dice che le riserve auree in generale siano in aumento, con i maggiori detentori che non vendono ed i paesi emergenti che le aumentano, fino ad arrivare alla Cina che, solo nei numeri ufficiali, ha raggiunto i grandi paesi europei ma mantiene segreti i numeri della produzione interna.
La situazione odierna vede:
- Sanzioni (unilateralmente decise) che condizionano la scelta sulle riserve
- Altissima volatilità delle valute
- Una geopolitica frammentata
- Gestione informatica delle situazioni finanziarie
Le Banche Centrali investono in sicurezza comprando oro perché:
- Evita rischi di controparte
- Non è legato a promesse politiche
- Gode di indipendenza giuridica
- È la forma di pagamento di ultima istanza
Le Banche Centrali non operano in base ai sentiment, decidono la rotta quando verificano che sia in atto una mutazione sistemica, quando sta per avvenire un cambiamento strutturale ed è palese che, negli ultimi anni, vedano in atto una de-dollarizzazione del sistema, una frammentazione del sistema monetario e che vogliano evitare possibili shock del sistema.
L’oro è tornato al centro dell’economia e della finanza mondiale, il $ Usa lo aveva spodestato 50 anni fa, ma una moneta fiat da sola non può governare il mondo per sempre, una valuta neutrale come l’oro, non governata da una sola parte viene sicuramente preferita in un mondo che ha visto gli scambi commerciali crescere in maniera esponenziale.
Molti analisti prevedono un ritorno del Gold Standard, i BRICS hanno già fatto il primo passo in tale direzione e sempre più scambi commerciali avvengono senza l’utilizzo del $ Usa, questo dovrebbe portare anche l’occidente a ragionare negli stessi termini, anche perché la crescita dei debiti pubblici è chiaramente sfuggita di mano a molti paesi che hanno anche visto ridurre la produzione interna.
Il risparmiatore non deve chiedersi se il valore dell’oro salirà, la domanda da farsi è quando salirà, ha quindi tutto il tempo per fare quello che fanno le Banche Centrali acquistarlo progressivamente nel tempo, non aspettare che le crisi ed i relativi innalzamenti del prezzo dell’oro avvengano, perché non è importante quanto se ne acquista, l’importante sarà venderlo quando raggiungerà quelli che verranno definiti come sempre “i nuovi massimi”, ma solo se strettamente necessario. L’oro si è trasformato da bene anticrisi ad una riserva strategica in attesa di un nuovo ordine mondiale più frammentato, una copertura geopolitica e nella moneta mondiale di ultima istanza.


