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Agosto 21, 2026Piano di accumulo o fondo pensione: cosa scegliere?

L’obiettivo è lo stesso e anche il percepito: accantonare del denaro in giovane età per ritrovarselo, aumentato di valore, da affiancare alla pensione. Eppure piano di accumulo e fondo pensione sono due strumenti diversi. Vediamo in cosa si distinguono per scegliere in modo consapevole la strada più adatta per il proprio futuro.
Dove investono gli italiani?
Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, lo dice il dato sulla ricchezza privata in Italia che supera i 6.000 miliardi di euro. Questa ricchezza è però ripartita in tre settori:
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Immobiliare. Il “mattone” è sempre stato il bene rifugio degli italiani e il 50% della ricchezza in Italia è concentrato sulla prima, seconda e terza casa. Tuttavia la crescente tassazione, i costi di manutenzione e la maleducazione degli inquilini stanno depauperando il valore e la vantaggiosità dell’investimento.
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Titoli di Stato. Dopo diversi fallimenti di banche e assicurazioni, i risparmiatori italiani hanno deciso di accontentarsi di bassi rendimenti (dal 2,2% nel breve, al 2,6% nel medio, al 3,5% nel lungo periodo), considerando lo stato una garanzia nonostante si prospetti una grave crisi dei debiti sovrani in Europa.
- Liquidità. Molti degli italiani lasciano il loro denaro depositato sul conto corrente. Ammontano a 1.600 miliardi di euro i depositi infruttiferi che giacciono, soggetti a svalutazione, nei conti correnti.
Molti di coloro che lasciano i loro risparmi depositati sul conto corrente sono persone che fanno qualche sacrificio per accantonare piccoli e medi importi, al fine di crearsi un gruzzolo che considerano di riserva.
Questa scelta, pur essendo encomiabile dal punto di vista della volontà, lo è molto meno dal punto di vista finanziario, perché l’inflazione erode quotidianamente il potere di acquisto del capitale.
Ecco perché risulta più conveniente versare periodicamente i risparmi in un Fondo Pensione oppure in un piano di accumulo.
Fondi Pensione, quali sono e come funzionano
I P.I.P (Piani Individuali Pensionistici) sono una forma di previdenza complementare assicurativa volontaria, l’adesione è libera, gli importi sono liberi. I problemi nascono se si rende necessario riscattare il proprio denaro:
- accessibile al 50% solo se disoccupati da almeno 12 mesi
- accessibile al 100% solo per invalidità permanente superiore al 67%, oppure in caso di disoccupazione da oltre 48 mesi.
In questi casi lo Stato concede una tassazione agevolata.
I Fondi Aperti, invece, sono una forma pensionistica istituita da banche, SGR, imprese di investimento oppure assicurative. Cambiano i gestori, ma non cambiano i vincoli all’età pensionabile pubblica, come non cambiano le condizioni per eventuali riscatti anticipati.
Piani di accumulo: con e senza oro fisico
Concettualmente comprendono tutte le proposte di investimento che prevedono il versamento, più o meno obbligatorio, frazionato nel tempo, di importi variabili da parte dei clienti a favore di banche, assicurazioni, imprese di investimento e Poste.
Il vantaggio di questa strategia di investimento sta nel Cost Average Effekt, ovvero nell’acquisto periodico di quote di azioni/obbligazioni che permette di avere valori diversi (in positivo o in negativo) e quindi di comprare un numero maggiore o minore di quote. Ciò porta ad avere un costo di acquisto medio più basso e quindi un numero maggiore di quote.
Il difetto sta nel fatto che chi gestisce l’investimento applica dei costi di gestione, che le banche incassano delle commissioni e che per avere un rendimento sufficiente è necessario investire in azioni, il cui acquisto prevede ulteriori costi. Da ultimo, anche sulla plusvalenza, valida o scarsa che sia, lo stato reclama una tassa del 26% come per tutti gli investimenti.
Tutto cambia se il piano di accumulo avviene in oro fisico da investimento. Vediamo, ad esempio, quali sono le prospettive e i vantaggi quando tale piano è sottoscritto con Aurum Italia:
- il cliente decide l’importo totale del suo investimento
- in base alle proprie disponibilità, è possibile decidere se, quando e quanto versare
- nel caso di bonifico continuativo è possibile sospendere, ridurre o interrompere
- i lingotti acquistati diventano immediatamente di sua proprietà oggettiva e potrà chiederne la consegna o la vendita in qualsiasi momento
- è possibile gestire direttamente il proprio investimento, fare preventivi sia per l’acquisto che per la vendita e calcolare l’andamento dell’investimento
- tutti i costi sono inseriti nel ricarico commerciale, unica voce a parte i costi per la consegna
- il risultato non dipenderà dalle capacità di gestione di terzi, l’oro cresce di valore anche al termine del piano.
Conviene investire in oro nei piani di accumulo?
Partiamo da una riflessione più generale: banche, imprese di investimento, promotori finanziari e assicurazioni dicono che è giusto comprare oro, ma solo per una piccola parte del proprio capitale disponibile, solitamente dal 5% al 20%.
Questa affermazione, in realtà, può essere smentita, o meglio, la proporzione deve essere cambiata: il 20% dell’importo può essere destinato al mercato borsistico e l’80% investito in oro fisico da investimento.
Cosa motiva questa suddivisione? L’oro non ha scadenze, non ha rinnovi, non si svaluta e non deve essere gestito da nessuna struttura, bancaria o assicurativa che sia.
L’approccio delle banche con l’oro da investimento
La situazione geopolitica mondiale sta riportando l’oro al centro dell’economia e della finanza. Il comportamento delle banche centrali va preso ad esempio: esse stanno riducendo progressivamente l’utilizzo delle valute e dei titoli di stato come riserva di garanzia.
Tutto questo fa intuire che la crisi dei debiti sovrani (interessi sui titoli di stato troppo elevati) potrebbe essere molto più vicina di quello che si pensa e che per proteggere i propri risparmi serva qualcosa che sia decorrelato dai mercati borsistici, che non sia affidato alla capacità di tecnici che nulla potrebbero in caso di una crisi.
Ecco che, allora, il paradigma va rovesciato. Convertire i propri risparmi da una valuta “sotto scacco” a una valuta che da 5.000 anni è punto di riferimento per la salvaguardia del potere d’acquisto.
L’approccio ideale è tenere quanto necessario per le spese correnti in euro e destinare la maggior parte dei propri risparmi in oro, sapendo di poterne vendere, quando necessario, la quantità necessaria, con estrema facilità.

Investire con pochi soldi nell’oro
Nella mente di molte persone è radicata l’idea che l’oro sia un qualcosa da ricchi, anche se non è così. Ciò che è importante avere, è un programma ben sviluppato, costanza, metodo, pazienza e, soprattutto, per avere un risultato soddisfacente e significativo, bisogna ragionare sul lungo termine.
Il motivo è meno ovvio di quello che può sembrare: se è vero che la quantità di oro che può essere considerata necessaria per avere un “tesoretto” è soggettiva, la realtà del mercato e soprattutto i costi di produzione dei lingotti più piccoli rendono necessari tempi più lunghi di ammortizzazione.
È una considerazione che pochi fanno, anche tra i professionisti del settore della vendita di oro, in pochi, in realtà, conoscono bene il processo che porta l’oro grezzo o da riciclare a diventare oro fino 999.9/1000 e, come logica conseguenza, non sono in grado di spiegarne i costi.
Purtroppo molte persone fanno l’errore di fare confronti con i costi o le commissioni applicate ai prodotti finanziari, ma dei semplici numeri su un monitor o sulla carta non costano quanto il processo di produzione di un lingotto.
Qual è la filiera dell’oro?
La filiera dell’oro prevede:
- estrazione e affinamento, la materia prima viene estratta in vari paesi del mondo (miniere che arrivano chilometri sottoterra) e vengono lavorate da raffinerie certificate (standard Good Delivery LBMA) che lo portano, nel caso di Aurum Italia, alla purezza 999.9/1000;
- forgiatura o stampa, portato l’oro alla temperatura minima di 1060 °C la fonderia produce i lingotti delle varie pezzature e i costi di produzione dei lingotti più piccoli, pur essendo inferiori rispetto a quelli dei lingotti più grandi, incidono maggiormente sul prezzo finale perché sommati a un valore iniziale più basso;
- distribuzione ai privati, le fonderie certificate LBMA non fanno la vendita al dettaglio e si avvalgono di Operatori Professionali in Oro – come noi di Aurum Italia – che sono autorizzati e controllati dalla Banca d’Italia e dall’OAM nell’espletamento della professione.
Conoscere la filiera dell’oro non è un dettaglio tecnico riservato agli addetti ai lavori: è la chiave per capire perché un lingotto ha un valore diverso da un numero su un estratto conto, e perché quel valore, a differenza di altri strumenti finanziari, non dipende dalla gestione di terzi né dall’andamento dei mercati.
Quando decidi di costruire un piano di accumulo in oro fisico, magari partendo con importi contenuti e senza vincoli di riscatto, stai scegliendo uno strumento che unisce la disciplina del risparmio periodico alla solidità di un bene che nei secoli ha sempre protetto il potere d’acquisto.
Con pazienza e un metodo ben strutturato, anche un piccolo passo iniziale può trasformarsi in una riserva di valore concreta per il proprio futuro.


